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La Società Ginnastica Comunale
Sampierdarenese nacque il 6 giugno 1891 per iniziativa della
associazione studentesca Gymnasium (1878) e l'operaia di Mutuo
Soccorso Universale (1851). |
Il suo primo presidente fu Andrea Terrile, il cui grande impegno,
anche finanziario, permise alla società di partecipare alle maggiori
competizioni nazionali ed internazionali di quel tempo. Inizialmente, le attività praticate erano
esclusivamente la ginnastica e la pesistica, ma successivamente
furono affiancate da molte altre discipline sportive: scherma,
ciclismo, bocciofila, canottaggio, lotta grecoromana, nuoto,
tamburello, pallacanestro, atletica leggera, tiro a volo e
naturalmente anche il calcio.
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Campo Villa Scassi |
La Sampierdarenese Calcio riuscì a raggiungere buoni risultati nei
primi decenni del Novecento, disputando nello Stadio di Villa Scassi
otto campionati della massima serie, culminati con la finale scudetto
del campionato FIGC del 1922,
persa solo allo spareggio contro la Novese sul campo neutro di Cremona,
prima di essere sciolta del regime fascista per dare vita alla
Dominante.
La neonata formazione in maglia nero-verde, nella quale era stata
assorbita anche la Corniglianese e per la quale venne costruito il
nuovissimo Stadio Littorio a Cornigliano,
ebbe vita breve: retrocesse in serie B dopo due stagioni e fu poi
sciolta per formare il Liguria (assorbendo anche la Rivarolese).
Anche questa compagine crollò presto in ambito sia agonistico, con la
retrocessione in serie C, che economico. I dirigenti della vecchia
Sampierdarenese furono quindi richiamati per risollevare le sorti della
società all'inizio della stagione 1931-32, ottenendo l'immediata
promozione in serie B e la possibilità di tornare all'antica
denominazione ed alla casacca tradizionale. Nella stagione 1933-34 uno
spareggio giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna fruttò la
promozione nella massima serie. Una nota di colore: la Sampierdarenese
giocò la partita in tenuta verde, con una muta di maglie donata dal
presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano
presentate in divisa bianca. Dopo altri tre campionati nella massima
serie venne di nuovo imposta la denominazione Liguria, questa volta però
conservando la storica casacca (mentre il "primo" Liguria
aveva la maglia a strisce verticali rosso-nere).
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Derby tra Sampierdarenese e Genoa del 1924 |
La squadra disputò
otto campionati di serie A ed uno di B, fino al campionato di guerra
1944. Nel primo campionato post-bellico torna la denominazione
Sampierdarenese, ma a fine stagione, i continui problemi finanziari
portarono i vertici della società a fondersi, il 12 agosto 1946, con la
Società Ginnastica Andrea Doria, un'altra squadra genovese in grave
difficoltà: dall'unione tra le due società, nacque l' U.C.Sampdoria,
che avrebbe ottenuto risultati decisamente migliori, anche se solo dopo
alcuni decenni. L'ultima storica apparizione della maglia della
Sampierdarenese in serie A è datata 27 gennaio 1947, indossata dalla
Sampdoria contro il Napoli. Nella sua storia la Sampierdarenese Calcio
vanta anche due calciatori convocati in azzurro: Ercole Carzino,
sampierdarenese doc, titolare in Svizzera-Italia del 6/11/1921 e Bruno
Venturini, portiere campione olimpico a Berlino nel 1936.

Tuttavia, dopo la fusione della società calcistica con l'Andrea
Doria, è risorta una nuova Sampierdarenese che attualmente milita nel
campionato di Eccellenza ligure.
Tornando alle altre attività, numerosi sono gli atleti che hanno
vestito la maglia azzurra, a cominiciare da Camillo Pavanello, ternano
trapiantato sotto la Lanterna, unico ginnasta italiano ai Giochi
Olimpici di Parigi del 1900. Il culmine fu raggiunto ai giochi del 1920
(Anversa 1920), cui parteciparono ben nove atleti, primato ancora oggi
ineguagliato, che portarono a casa oro ed argento. La Società, da
allora, vanta atleti in tutte le edizioni dei Giochi Olimpici disputati
prima della Seconda Guerra Mondiale, con vincendo l'oro ori vinti nel
1924, 1932 e 1936. Gli ultimi atleti sampierdarenesi iscritti alle
Olimpiadi risalgono alle edizioni 1952 e 1956.
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Tessera del 1932, lo stadio si chiama
Littorio |
Bibliografia
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Nino Gotta, Pierluigi Gambino, 1000 volte Sampdoria,
Genova, De Ferrari, 1991
-
Maurizio Medulla, Sampierdarena. Vita e immagini di una città,
Genova, De Ferrari, 2007
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