| Edmondo
Fabbri |
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| Dati
biografici |
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| Nome |
Edmondo Fabbri |
| Nato |
16 novembre 1921
Castel Bolognese |
| Nazionalità |
Italia |
| Morto |
1995
Castel San Pietro Terme |
| Carriera |
| Giovanili |
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| Squadre professionistiche |
| 1939-1940 |
Forlì |
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| 1940-1942 |
Atalanta |
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| 1942-1943 |
Inter |
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| 1944 |
Faenza |
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| 1945-1946 |
Inter |
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| 1946-1947 |
Sampdoria |
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| 1947-1950 |
Atalanta |
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| 1950-1951 |
Brescia |
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| 1951-1955 |
Parma |
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| Nazionale |
| 1942 |
Italia Giovanile |
1 (0) |
Edmondo Fabbri (Castel
Bolognese, 16 novembre 1921 – Castel San Pietro Terme, 1995)
è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.
Carriera
Calciatore
Iniziò la sua carriera di
calciatore nel Forlì ed in seguito militò nell'Atalanta (per due stagioni)
e poi nell'Inter. Dopo aver militato, nel periodo bellico nel Faenza, alla
fine del conflitto rientrò all'Inter per il campionato 1945/1946. Con i
nerazzurri di Milano disputò due campionati per poi approdare, nel 1947,
alla appena costituita Sampdoria. Giocò in seguito ancora a Bergamo e poi
nel Brescia e nel Parma dove concluse la sua esperienza agonistica.
Come calciatore, brevilineo
e rapido, si distinse per il forte temperamento agonistico, per uno spiccato
senso tattico e per discrete, seppur non eccelse, capacità di
finalizzazione.
Giocò anche, nel 1942, una
partita nella Nazionale giovanile.
Allenatore
Ben più degno di nota fu
comunque il suo curriculum come tecnico. Chiamato, nel 1957 alla guida del
Mantova, in Serie D, in soli quattro anni portò i virgiliani nella massima
categoria meritandosi nel 1962, il "Seminatore d'Oro". Nello
stesso anno ottenne l'incarico di C.T. della nazionale italiana, reduce
dallo sciagurato mondiale cileno. Resse il timone degli azzurri, con
risultati spesso lusinghieri, fino ai mondiali inglesi del 1966, ai quali
l'Italia si presentò accompagnata da pronostici favorevoli; le cose non
andarono invece come previsto e dopo una sofferta vittoria iniziale contro
il Cile arrivarono due sconfitte (particolarmente clamorosa ed imprevista
quella con la Corea del Nord per 1-0) che costarono alla nazionale
un'ingloriosa eliminazione e al tecnico il posto di C.T.
Iniziò per Fabbri,
considerato, forse a torto, come l'unico responsabile del fallimento
azzurro, un periodo di oblio dal quale lo fece riemergere, nel 1967, Orfeo
Pianelli chiamandolo sulla panchina del Torino. Con i granata Edmondo Fabbri
vinse, nel 1968, una Coppa Italia. La stessa impresa gli riuscì ancora, un
paio di stagioni dopo, alla guida del Bologna. In seguito allenò ancora il
Torino e poi Ternana, Reggiana e Pistoiese con cui visse, agli inizi degli
anni Ottanta, un fugace ritorno in Serie A.
È scomparso nel 1995.
Estratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Edmondo_Fabbri