Dal 1946 agli anni '70
Giuseppe Galluzzi
Adolfo Baloncieri
Alfredo Foni
Matteo Poggi
Paolo Tabanelli
Lajos Czeizler
William Dodgin
Eraldo Monzeglio
Roberto Lerici
Ernst Ocwirk
Giuseppe Baldini
Fulvio Bernardini
 

 

 

Dal '70 agli anni '80
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Fulvio Bernardini
Dati biografici
Nome Fulvio Bernardini
Nato 28 dicembre 1905
Roma
Nazionalità Italia
Morto 13 gennaio 1984
Roma
Carriera da allenatore
1949-1950 Roma
1951-1953 ACIVI Vicenza
1953-1958 Fiorentina
1958-1961 Lazio
1961-1965 Bologna
1965-1971 Sampdoria
1971-1973 Brescia
1974-1977 Italia

Fulvio Bernardini (Roma, 28 dicembre 1905 – Roma, 13 gennaio 1984) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano che ha giocato nel ruolo di centrocampista.

Chiamato dai tifosi Fuffo, Professore o Dottore per la sua istruzione (era laureato in Scienze economiche), Bernardini era un giocatore di grande classe rispetto ai giocatori che militavano nella Lega Sud negli anni 20 tanto che in seguito alla finalissima del 1923 Lazio-Genoa, vinta agevolmente dai Genoani con cinque reti di scarto, il capitano genoano Renzo De Vecchi, stupito dalla grandissima classe del giocatore romano, gli fece i complimenti e gli predisse un grande futuro. Bernardini fu anche il primo giocatore militante in Lega Sud a essere convocato in nazionale. Giocò nella Lazio, nell'Inter, nella Roma e nella MATER Roma e allenò tra le altre Fiorentina e Bologna vincendo due scudetti. Il centro sportivo di Trigoria, sede ufficiale dell'A.S. Roma, è intitolato a lui.

Carriera

Carriera da giocatore

Iniziò la sua carriera nella Lazio con la quale debuttò il 19 ottobre 1919 in una partita valevole per il Torneo Canarini contro l'Audace. Bernardini, che aveva in precedenza giocato nel ruolo di portiere in una squadretta di quartiere (l'Esquila), prima di entrare nella Lazio voleva fare un provino con la Fortitudo ma trovando il cancello chiuso decide di andare alla Lazio.

Inizialmente giocava come portiere poi a partire dal 1921 cambiò ruolo e divenne un attaccante. Ci sono discordanze sui motivi della sua scelta di cambiare ruolo. Secondo il libro 80 anni di passione: la storia del Napoli dal 1926 al 2006 Bernardini avrebbe deciso di cambiare ruolo a causa dei ben quattro gol subiti nella partita Naples-Lazio 4-2. Secondo altre fonti invece Bernardini decise di cambiare ruolo e diventare attaccante a causa di un grave scontro di gioco, avvenuto in Fortitudo-Lazio, che gli fece perdere i sensi ed alle successive pressioni dela famiglia preoccupata.

Con la Lazio si mise in luce e nel 1922-23 raggiunse con la sua squadra la finalissima scudetto contro il Genoa. La squadra genovese era nettamente più forte e vinse facilmente per 4-1 e 2-0, ma i giocatori del Genoa rimasero stupiti dalla classe di Bernardini e il capitano genoano Renzo De Vecchi gli fece addirittura i complimenti e gli predisse un grande futuro.

Debuttò in nazionale il 22 marzo del 1925 nella partita Italia - Francia. Fu il primo giocatore romano e centromeridionale a ricevere l'ambito onore di indossare la casacca azzurra.
Nonostante un giuramento fatto al padre sul letto di morte al quale promise che non avrebbe mai lasciato la amata Lazio, quando si accorse di essere l'unico calciatore ad incarnare i valori sportivi dello spirito dilettantesco decise di provare il salto verso Milano.

Nell'estate del 1926 passò all'Inter di Luigi Cevenini ed in seguito venne acquistato dalla Roma nel 1928 che guidò dal 1928 al 1939, nel ruolo di centromediano. Fu anche capitano della sua squadra, pare su specifica richiesta di Attilio Ferraris IV. Non ottenne mai vittorie con la Roma, pur sfiorando uno scudetto, ma costituì l'anima insostituibile della Roma testaccina e combattiva degli anni '20 e '30.

Insieme ad Attilio Ferraris IV costituì una coppia grintosa e carismatica. Aveva un grande senso tattico e tecnico e fu riconosciuto come un grande giocatore prima e allenatore poi. Dotato di un gran sinistro, non disdegnava il destro, era in possesso di un gran tocco di palla e di un buon colpo di testa. Non amava la fisicità del calcio ma l'uso della tecnica: cosa che gli costò paradossalmente il posto nelle nazionali mondiali guidate da Vittorio Pozzo nel 1934 e nel 1938 per "eccesso di intelligenza calcistica" che non sarebbe stata adeguatamente capita e messa a frutto dalle "maschie" compagini guidate dall'allenatore italiano.

Ha collezionato in tutto 286 presenze in maglia giallorossa, segnando ben 45 reti.

Pochi mesi dopo l'addio al calcio di Bernardini, la Roma traslocò anche dallo stadio di Testaccio. Era la fine di un'epoca.

Carriera da allenatore

Nel 1950 Bernardini tornò alla Roma in veste di allenatore, ma la sua avventura fu interrotta da un brusco esonero. Allenò quindi il Vicenza in Serie B dal 1951 al 1953. Bernardini vinse invece lo scudetto come allenatore della Fiorentina e del Bologna (prime squadre non-milanesi e non-torinesi in grado di aggiudicarsi fino ad allora i Campionati italiani di calcio nel dopoguerra) e la Coppa Italia del 1958 con la Lazio.

Bernardini fu un latore di un certo credo calcistico basato sul "WM elastico" e gli spazi liberi, il quale consisteva non nel passare il pallone direttamente al compagno, ma lanciarlo in quello spazio libero dove il compagno potrà arrivare prima dell'avversario. Grazie a questa tattica innovativa, riuscirà a vincere lo scudetto con i viola.

Nel 1965 Bernardini inizia una lunga carriera a Genova come allenatore della Sampdoria.
Il suo affiancamento a "Pinella" Baldini però non basta ad evitare la retrocessione (dopo un famoso rigore non dato contro la Lazio).
Ma l'anno successivo guida la cavalcata nel Campionato cadetto e quindi, dal 1966 al 1971 consente la permanenza in Serie A alla Sampdoria. Dal 1971 al 1973 sarà il Direttore Sportivo del Brescia Calcio scoprendo tra gli altri Alessandro Altobelli.

Nel 1974 gli venne affidata la Nazionale, che guiderà fino al 1977, quando venne sostituito da Enzo Bearzot.

Ritornerà a Genova dal 1977 al '79 come Direttore Generale della Sampdoria.

Estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Bernardini

 

  

 

 Allenatori della Sampdoria

  • 1946-1947 - Giuseppe Galluzzi

  • 1947-1950 - Adolfo Baloncieri

  • 1950-1951 - Giuseppe Galluzzi poi Matteo Poggi e Alfredo Foni

  • 1951-1952 - Alfredo Foni

  • 1952-1953 - Matteo Poggi poi Ivo Fiorentini

  • 1953-1954 - Paolo Tabanelli

  • 1954-1955 - Paolo Tabanelli poi affiancato da Lajos Czeizler

  • 1955-1956 - Lajos Czeizler

  • 1956-1957 - Lajos Czeizler poi Rava poi Ugo Amoretti poi William Dodgin

  • 1957-1958 - William Dodgin poi Adolfo Baloncieri

  • 1958-1961 - Eraldo Monzeglio

  • 1961-1962 - Eraldo Monzeglio poi Roberto Lerici

  • 1962-1963 - Roberto Lerici poi Ernst Ocwirk

  • 1963-1964 - Ernst Ocwirk

  • 1964-1965 - Ernst Ocwirk poi Giuseppe Baldini

  • 1965-1966 - Giuseppe Baldini poi affiancato da Fulvio Bernardini

  • 1966-1968 - Fulvio Bernardini

  • 1971-1973 - Heriberto Herrera

  • 1973-1974 - Guido Vincenzi

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  • 1978-1979 - Giorgio Canali poi Lamberto Giorgis

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  • 2000-2001 - Luigi Cagni

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